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Moschea di Bibi-Khanym

Moschea · 1399–1404

Moschea di Bibi-Khanym

La moschea congregazionale di Timur, costruita con il bottino della campagna indiana e pensata per essere la più grande del mondo islamico. Devastata dai terremoti, impressiona ancora per le sue dimensioni.

Il luogo

Nel 1399, di ritorno dal sacco di Delhi, Timur ordinò per Samarcanda una moschea del venerdì che superasse qualunque altra del mondo islamico. Vi lavorarono costruttori, scalpellini e artigiani provenienti da tutte le terre conquistate, e si dice che a trasportare la pietra fossero elefanti giunti dall’India. L’ambasciatore castigliano Ruy González de Clavijo la vide in costruzione nel 1404. Timur, insoddisfatto dell’altezza dell’ingresso, fece ricostruire il portale e spinse i lavori a un ritmo tale che la moschea fu completata in circa cinque anni.

Ambizione e crollo

L’ambizione superò l’ingegneria. Le enormi cupole erano troppo pesanti per i loro muri e, secondo le cronache, i mattoni cominciarono a cadere poco dopo il completamento. Nei secoli successivi la moschea fu abbandonata, spogliata dei materiali da costruzione e scossa dai terremoti; il grande sisma del 1897 fece crollare gran parte del santuario principale. Il restauro iniziò negli anni Settanta e proseguì dopo l’indipendenza, ricostruendo la cupola principale e buona parte del portale, ma lasciando allo stato di rovina alcune parti del complesso.

Cosa si vede oggi

  • Il portale d’ingresso, fiancheggiato da massicce torri circolari, ancora tra i più alti dell’Asia centrale.
  • Il cortile, un tempo circondato da una galleria di diverse centinaia di colonne di marmo, su cui si affacciano tre santuari a cupola.
  • Il santuario principale di fronte all’ingresso, coronato da una cupola turchese alta circa 40 metri, con l’interno in gran parte spoglio dopo i crolli.
  • Il grande leggio in pietra per il Corano al centro del cortile, realizzato in marmo sotto Ulugbek per sostenere un Corano enorme. La tradizione vuole che la donna che vi striscia sotto sia benedetta con dei figli.

La leggenda del bacio

La moschea porta il nome della moglie principale di Timur, Saray Mulk Khanum, detta Bibi-Khanym. Secondo la leggenda più nota, fu lei a costruirla come sorpresa per il ritorno di Timur, e l’architetto, invaghitosi, pretese un bacio in cambio della consegna in tempo. Il bacio le lasciò un segno sulla guancia, Timur lo notò e l’architetto fuggì, in alcune versioni dalla cima di un minareto. Da allora, racconta la storia, le donne di Samarcanda portano il velo. È una leggenda: gli storici collegano il nome alla madrasa e al mausoleo della regina dall’altra parte della strada, dove si ritiene si trovi la sua tomba.

La visita

Abbinatela al Mausoleo di Bibi-Khanym di fronte e al vicino Bazar Siab. Il portale fa colpo dalla via pedonale a qualsiasi ora, e la cupola è illuminata la sera.

Da non perdere

  • Il gigantesco portale d’ingresso e le torri circolari che lo fiancheggiano
  • La cupola principale turchese sopra il santuario
  • Il leggio di marmo per il Corano voluto da Ulugbek nel cortile
  • I mosaici di maiolica superstiti sugli iwan del cortile
  • Il Mausoleo di Bibi-Khanym dall’altra parte della strada
  • La vista sulle cupole dal lato del Bazar Siab

Galleria

Moschea di Bibi-Khanym 1
Moschea di Bibi-Khanym 2
Moschea di Bibi-Khanym 3
Moschea di Bibi-Khanym 4

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