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Metropolitana di Tashkent

Luogo d’interesse · Dal 1977 (stazione Kosmonavtlar 1984)

Metropolitana di Tashkent

La prima metropolitana dell’Asia centrale, aperta nel 1977, dove ogni stazione è decorata attorno a un tema: lampadari e marmo a Mustaqillik Maydoni, le cupole di Alisher Navoiy e i cosmonauti di Kosmonavtlar, oggi parte di un sito UNESCO.

Il luogo

La metropolitana di Tashkent fu progettata dopo il terremoto del 1966 e inaugurata il 6 novembre 1977: la prima ferrovia sotterranea dell’Asia centrale. Fu costruita per una città sismica, con gallerie poco profonde studiate per resistere a scosse forti, e per una città che voleva mettersi in mostra. A ogni stazione fu assegnato un tema, da un poeta a una professione alla conquista dello spazio, e la decorazione fu affidata ad alcuni dei migliori artisti dell’Uzbekistan sovietico, in marmo, alabastro intagliato, ceramica e vetro.

Per quarant’anni la rete servì anche da rifugio della protezione civile e fotografare era vietato. Il divieto è caduto il 1° giugno 2018, e da allora girare in metropolitana è diventata una delle esperienze più gratificanti di Tashkent. Una sola corsa copre l’intero viaggio, cambi di linea compresi, finché restate all’interno dei tornelli: saltare da una stazione all’altra è quindi facile e molto economico.

Le stazioni da vedere

  • Kosmonavtlar (1984), la stella della rete: pareti di ceramica blu che sfumano dal cielo allo spazio profondo, colonne luminose e medaglioni rotondi con Ulugbek, Jurij Gagarin, Valentina Tereškova e Vladimir Džanibekov, il cosmonauta della regione di Tashkent. Nel luglio 2026 è stata iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO come uno dei dieci edifici dell’Architettura modernista di Tashkent.
  • Alisher Navoiy (1984), intitolata al poeta del XV secolo: una sala di basse cupole bianche e blu, intagliate e dorate, con pannelli di ceramica che illustrano scene dei suoi versi.
  • Mustaqillik Maydoni (1977), sotto piazza dell’Indipendenza: tre navate di colonne di marmo bianco e lampadari di cristallo appesi in piccole cupole, la sala più sontuosa della rete.
  • Paxtakor (1977), dove i mosaici trasformano i fiocchi di cotone in motivi astratti, e Toshkent (1984), sotto il piazzale della stazione ferroviaria principale.
  • Bodomzor (2001), "mandorleto", un disegno più leggero del periodo post-indipendenza in bianco e blu.

Viaggiare in metro

Oggi la rete conta quattro linee e circa 50 stazioni, compresa la Linea circolare in gran parte in superficie, e funziona dalle 05:00 circa a mezzanotte. Dal 1° ottobre 2026 una corsa costa 2.500 som con pagamento elettronico e 3.000 som in contanti, circa 20–25 centesimi di dollaro. Acquistate un biglietto QR a un chiosco o in biglietteria, oppure una carta trasporti ATTO se viaggerete spesso. Un buon anello con un’unica corsa tocca Kosmonavtlar – Alisher Navoiy – Paxtakor – Mustaqillik Maydoni e richiede circa un’ora con le soste fotografiche. Evitate le ore di punta, indicativamente 08:00–09:30 e 17:30–19:00, e non fotografate la polizia o il personale di sicurezza.

Da non perdere

  • La stazione Kosmonavtlar e i suoi medaglioni dei cosmonauti, parte di un sito UNESCO dal 2026
  • Le cupole bianche e blu della stazione Alisher Navoiy
  • Colonne di marmo e lampadari a Mustaqillik Maydoni
  • I mosaici con i fiocchi di cotone a Paxtakor
  • Bodomzor, la stazione del mandorleto del 2001
  • La vista sulla città bassa dalla Linea circolare in superficie
  • Un giro tra le stazioni con un’unica corsa

Galleria

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