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Palazzo Sitorai Mokhi-Khosa

Palazzo · fine del XIX secolo – 1918

Palazzo Sitorai Mokhi-Khosa

Il palazzo estivo dell’ultimo emiro di Bukhara, curiosa fusione di stile provinciale russo e artigianato bukhariano: una Sala Bianca di specchi e stucchi intagliati, un harem accanto a una vasca, giardini con pavoni e un bel museo di arti decorative.

Il luogo

Circa quattro chilometri a nord della città vecchia, tra giardini dove si riteneva che l’aria fosse più fresca, gli emiri di Bukhara costruirono una residenza di campagna. Il suo nome, Sitorai Mokhi-Khosa, viene di solito tradotto come “palazzo simile alle stelle e alla luna”. Un palazzo precedente sorgeva qui sotto l’emiro Abdulahad Khan alla fine dell’Ottocento; gli edifici principali che si vedono oggi furono eretti negli anni Dieci del Novecento per suo figlio Alim Khan, l’ultimo emiro, che nel 1920 fuggì in Afghanistan.

L’incontro tra Oriente e Occidente

Alim Khan aveva studiato a San Pietroburgo, e il suo palazzo lo dimostra. Due ingegneri russi, Margulis e Sakovich, lavorarono accanto ai migliori maestri di Bukhara, e il risultato è un esterno dall’aspetto europeo con interni di puro artigianato bukhariano. La sala più bella è la Sala Bianca, con le pareti coperte di ganch intagliato, un fine stucco bianco, posato su specchi in modo che l’intaglio sembri fluttuare; è associata al maestro Usto Shirin Murodov. Altrove si trovano vetrate colorate, stufe in maiolica, lampadari russi e porcellane cinesi e giapponesi.

Il museo

Il palazzo è un museo dal 1927 e oggi ospita il Museo delle Arti Decorative e Applicate di Bukhara. L’esposizione comprende mobili del palazzo, vesti e gualdrappe ricamate d’oro, gioielli e, in uno degli edifici esterni, una collezione di suzani storici provenienti da tutta la regione di Bukhara.

L’harem e i giardini

Dietro l’edificio principale si trova l’harem, un lungo padiglione accanto a una vasca. Una storia raccontata da ogni guida vuole che l’emiro osservasse le donne fare il bagno da un padiglione di legno sopraelevato e lanciasse una mela a quella prescelta. Prendetela come una leggenda. Il parco, con i suoi alberi secolari, le fontane e i pavoni in libertà, vale da solo un’ora piacevole, e di solito i bambini lo adorano.

Come viverlo

Andateci al mattino, prima dei pullman turistici, o nel tardo pomeriggio, quando i giardini sono freschi. Abbinatelo al memoriale di Bahauddin Naqshband, a circa 20 minuti d’auto, per una mezza giornata fuori dalle mura.

Da non perdere

  • La Sala Bianca di ganch intagliato su specchi
  • Esterni europei e interni bukhariani fianco a fianco
  • Vesti ricamate d’oro e mobili del palazzo
  • La collezione di suzani storici
  • Il padiglione dell’harem e la sua vasca
  • I giardini con i pavoni in libertà

Galleria

Palazzo Sitorai Mokhi-Khosa 1
Palazzo Sitorai Mokhi-Khosa 2
Palazzo Sitorai Mokhi-Khosa 3
Palazzo Sitorai Mokhi-Khosa 4

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