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Mausoleo dei Samanidi

Mausoleo · fine del IX – inizio del X secolo

Mausoleo dei Samanidi

Un piccolo cubo di mattoni cotti, di circa dieci metri di lato, che ha riscritto le regole dell’architettura islamica. Costruito per la dinastia samanide più di mille anni fa, sopravvisse ai Mongoli perché era sepolto sotto il limo.

Il luogo

Il Mausoleo dei Samanidi è il monumento più antico di Bukhara e una delle prime opere superstiti dell’architettura islamica in Asia centrale. Fu costruito tra la fine del IX e la prima metà del X secolo come tomba di famiglia dei Samanidi, la dinastia persiana che fece di Bukhara la capitale culturale del mondo islamico orientale. La tradizione lo intitola a Ismail Samani, che regnò dall’892 al 907; un documento di donazione del X secolo suggerisce che lo abbia eretto per il padre Ahmad, e un’iscrizione indica il nipote Nasr II tra le persone qui sepolte.

Un edificio fatto di luce

La forma è semplice: un cubo leggermente rastremato di circa 9,5 metri di lato, con muri spessi quasi due metri, una cupola emisferica e quattro piccole cupole angolari. Ciò che lo rende straordinario è la lavorazione dei mattoni. I costruttori disposero semplici mattoni cotti a intreccio di cesto, a scacchiera e a dente di sega con un rilievo così profondo che le pareti sembrano quasi un tessuto. Mentre il sole si sposta, le ombre in ogni incavo cambiano, e l’edificio muta carattere di ora in ora: nitido e grafico al mattino, caldo e morbido al tramonto.

Le sue proporzioni affondano le radici in tradizioni più antiche. Gli studiosi ne hanno paragonato la pianta ai templi del fuoco dell’Iran preislamico e ai mandala buddhisti, e le colonne angolari e la galleria ad archi conferiscono a un piccolo edificio massiccio una leggerezza inattesa.

Salvato dal fango

Quando l’esercito di Gengis Khan saccheggiò Bukhara nel 1220, si ritiene che il mausoleo fosse semisepolto sotto limo e sabbia, e così sfuggì alla distruzione. Rimase nascosto finché i ricercatori sovietici non lo studiarono e lo liberarono negli anni Venti; fu restaurato alla fine degli anni Trenta. Il cimitero che un tempo lo circondava fu poi coperto per creare il Parco dei Samanidi, che a breve distanza ospita ancora un luna park.

Come viverlo

Girate attorno all’edificio prima di entrare, e osservate da vicino gli angoli e la galleria sotto la cupola. Un’usanza locale vuole che girare tre volte attorno alla tomba faccia avverare un desiderio. Il primo mattino e l’ultima ora prima del tramonto danno il rilievo migliore ai mattoni. Il Chashma-Ayub è a tre minuti a piedi, e la Moschea Bolo-Hauz e l’Ark a dieci minuti più in là.

Da non perdere

  • La lavorazione dei mattoni a intreccio, simile a un tessuto, su tutte e quattro le facciate
  • La galleria ad archi che corre sotto la cupola
  • L’interno, dove proseguono gli stessi motivi in mattoni
  • Il gioco delle ombre sulle pareti all’alba e al tramonto
  • Il Parco dei Samanidi e il vicino santuario di Chashma-Ayub

Galleria

Mausoleo dei Samanidi 1
Mausoleo dei Samanidi 2
Mausoleo dei Samanidi 3

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