Da Alessandro Magno in Sogdiana all'indipendenza del 1991: una cronologia chiara della storia dell'Uzbekistan, epoca per epoca, con i monumenti e i musei dove ancora oggi è possibile vedere ciascun periodo.
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La storia dell'Uzbekistan è la storia delle città che visiterete. Samarcanda è antica quanto Roma, Bukhara era una capitale del sapere islamico mille anni fa e Khiva fu governata dai khan fino al 1920. La difficoltà per chi viaggia è che ogni guida parte da un secolo diverso e i nomi (sogdiani, samanidi, sheibanidi, manghiti) finiscono per confondersi già dal secondo giorno.
Questa cronologia mette in ordine le grandi epoche della storia dell'Uzbekistan, da Alessandro Magno all'indipendenza del 1991, e per ciascuna indica che cosa si può ancora vedere e dove. È scritta per chi viaggia, non per gli storici, perciò le date sono arrotondate là dove gli studiosi non concordano. La nostra guida alla storia della Via della Seta racconta le rotte commerciali; questo articolo parla di chi governò queste terre e di ciò che ci ha lasciato.
La storia dell'Uzbekistan in sintesi: una cronologia rapida
- Prima del 500 a.C.: prime oasi agricole lungo i fiumi Amu Darya e Zarafshan; Afrasiyab, predecessore di Samarcanda, viene fondata intorno all'VIII-VII secolo a.C.
- VI-IV secolo a.C.: Sogdiana, Battriana e Corasmia diventano province dell'impero persiano achemenide.
- 329–327 a.C.: Alessandro Magno conquista la Sogdiana e prende Maracanda (Samarcanda).
- I–III secolo d.C.: l'impero kushan governa il sud; il buddhismo si diffonde intorno a Termez.
- IV–VIII secolo: i mercanti sogdiani dominano i traffici della Via della Seta.
- 709–751: la conquista araba porta l'Islam; nel 751 la battaglia del Talas.
- 819–999: la dinastia samanide governa da Bukhara, età d'oro della scienza e della letteratura persiana.
- 999–1220: i Karakhanidi, poi i Khwarazmshah.
- 1219–1221: gli eserciti di Gengis Khan distruggono Bukhara, Samarcanda e Urgench.
- 1370–1507: Amir Timur e i timuridi fanno di Samarcanda la capitale di un impero.
- 1500–1920: i khanati uzbeki di Bukhara, Khiva e Kokand.
- 1865–1876: l'Impero russo conquista Tashkent, Samarcanda, Khiva e Kokand.
- 1924: nasce la Repubblica Socialista Sovietica Uzbeka.
- 26 aprile 1966: il terremoto di Tashkent.
- 31 agosto 1991: l'Uzbekistan dichiara l'indipendenza; il 1° settembre è il Giorno dell'Indipendenza.

Prima di Alessandro: Sogdiana, Battriana e Corasmia
Molto prima di qualsiasi impero, le oasi tra l'Amu Darya e il Syr Darya erano già coltivate. Per chi viaggia contano tre regioni. La Sogdiana era la valle dello Zarafshan intorno a Samarcanda e Bukhara. La Battriana si estendeva a sud, intorno a Termez. La Corasmia, il delta dell'Amu Darya, è la regione attorno all'odierna Khiva e al Karakalpakstan.
Nel VI secolo a.C. queste terre divennero province dell'impero persiano achemenide. I sogdiani parlavano una lingua iranica e sarebbero diventati i grandi mercanti della Via della Seta. Samarcanda nacque sulla collina di Afrasiyab, dove la città rimase fino all'arrivo dei mongoli. Nel 2007 l'Uzbekistan ha celebrato il 2.750° anniversario della città.
La storia più profonda è visibile anche tra le montagne: la grotta di Teshik-Tash, nel Surkhandarya, ha restituito agli archeologi i resti di un bambino di Neanderthal, mentre il sito dell'età del bronzo di Sapalli Tepe, vicino a Termez, dimostra che qui esistevano centri agricoli già intorno al 2000 a.C.
Cosa vedere:
- La collina di Afrasiyab e il Museo di Afrasiyab a Samarcanda.
- Le fortezze desertiche corasmie di Ayaz-Kala e Toprak-Kala, con mura in mattoni crudi risalenti agli ultimi secoli a.C. e ai primi secoli d.C.
- Il Museo Archeologico di Termez.
Alessandro Magno, i greci e i kushan
Nel 329 a.C. Alessandro Magno attraversò l'Amu Darya e prese Maracanda, la città che oggi chiamiamo Samarcanda. I due anni successivi furono tra i più duri della sua campagna: il capo sogdiano Spitamene guidò una resistenza di guerriglia e gli uomini di Alessandro combatterono una lunga guerra tra colline e steppa. Nel 327 a.C. Alessandro sposò Rossane, figlia di un nobile sogdiano o battriano, anche per conquistare il favore dell'aristocrazia locale.
Dopo la sua morte la regione passò ai Seleucidi e poi al regno greco-battriano, che coniò pregiate monete d'argento e lasciò per secoli un'impronta greca nell'arte.
Cosa vedere:
- Afrasiyab a Samarcanda, dove sorgeva Maracanda. Le monete e le ceramiche del museo documentano questo periodo.
- Kampir Tepe, vicino a Termez, città fluviale fortificata di epoca ellenistica, spesso collegata a un guado dell'Amu Darya.
- Le monete greco-battriane del Museo Statale di Storia a Tashkent.
Dal I al III secolo d.C. l'impero kushan governò un vasto territorio dall'Asia centrale all'India settentrionale. I suoi sovrani furono tolleranti verso molte fedi e il buddhismo risalì verso nord oltre l'Amu Darya lungo le rotte commerciali. Attorno a Termez sorsero monasteri e da qui i monaci contribuirono a portare il buddhismo verso la Cina.
Tra il IV e l'VIII secolo, dopo i kushan, i mercanti sogdiani controllarono gran parte degli scambi tra Cina, India, Persia e Bisanzio. La loro lingua divenne una lingua commerciale comune lungo la Via della Seta e i pittori sogdiani decorarono i palazzi di Samarcanda. I celebri affreschi di Afrasiyab, dipinti nel VII secolo per il re Varkhuman, raffigurano ambasciatori in arrivo da Cina, Corea e oltre.
Cosa vedere:
- Kara Tepe e Fayaz Tepa a Termez, complessi monastici buddhisti con uno stupa restaurato; la nostra guida a Termez li racconta nel dettaglio.
- Dalverzin Tepe, la città kushan nel Surkhandarya dove fu rinvenuto un tesoro d'oro; i reperti sono nei musei di Tashkent.
- Gli affreschi di Afrasiyab nel Museo di Afrasiyab, a Samarcanda.

La conquista araba e i samanidi: l'Islam e un'età d'oro
Gli eserciti arabi raggiunsero la regione alla fine del VII secolo e, sotto il comando del generale Qutayba ibn Muslim, presero Bukhara nel 709 e Samarcanda nel 712. Nel 751 l'esercito abbaside sconfisse una forza cinese Tang nella battaglia del Talas, ponendo fine alle ambizioni cinesi a ovest delle montagne. La tradizione vuole che siano stati i prigionieri cinesi a portare a Samarcanda l'arte della carta.
L'Islam si radicò gradualmente. Nel 819 i samanidi, una famiglia persiana locale, divennero governatori e presto sovrani di fatto indipendenti, con Bukhara come capitale fino al 999. Fu un'età d'oro per la scienza e la letteratura. Tra gli studiosi di questa terra e di quest'epoca figurano al-Khwarizmi, Ibn Sina (Avicenna), al-Biruni e l'imam al-Bukhari, mentre la poesia persiana fioriva alla corte samanide. Il nostro articolo sui grandi studiosi dell'Uzbekistan ne racconta le storie.
I turchi karakhanidi sostituirono i samanidi e nel 1127 Arslan Khan fece costruire a Bukhara il minareto Kalyan, allora uno degli edifici più alti dell'Asia centrale.
Cosa vedere:
- Il Mausoleo dei Samanidi a Bukhara, un cubo di mattoni del X secolo e uno dei capolavori della prima architettura islamica.
- Il minareto Kalyan a Bukhara.
- La moschea Magoki-Attori a Bukhara, eretta su fondamenta molto più antiche.
- Il complesso dell'imam al-Bukhari vicino a Samarcanda, moderno memoriale presso la tomba dello studioso.
- Il laboratorio della carta di Konigil, vicino a Samarcanda, dove la carta di Samarcanda viene di nuovo prodotta a mano.
Gengis Khan e la conquista mongola
Nel 1218 il Khwarazmshah, sovrano di un impero con base in Corasmia, fece uccidere a Otrar una carovana commerciale mongola. La risposta di Gengis Khan fu una delle campagne più distruttive della storia. Tra il 1219 e il 1221 gli eserciti mongoli presero Bukhara, Samarcanda e Urgench, la capitale corasmia. Gran parte della popolazione fu uccisa o deportata e i sistemi di irrigazione vennero devastati.
Bukhara bruciò nel 1220. Secondo la tradizione locale, Gengis Khan risparmiò il minareto Kalyan perché dovette alzare tanto lo sguardo da far cadere il cappello. Qualunque sia la verità, il minareto sopravvisse. Samarcanda, sulla collina di Afrasiyab, non fu mai ricostruita; la città crebbe di nuovo più a sud, dove sorge ancora oggi.
Dopo Gengis Khan la regione entrò a far parte del Khanato Chagatai, governato dai discendenti di suo figlio. Per oltre un secolo si riprese lentamente.
Cosa vedere:
- La collina di Afrasiyab a Samarcanda: i tumuli erbosi e deserti segnano il sito della città distrutta dai mongoli.
- Il minareto Kalyan a Bukhara, uno dei pochi grandi edifici sopravvissuti.
- Konye-Urgench, la capitale corasmia in rovina, oggi appena oltre il confine, in Turkmenistan.

Amir Timur e i timuridi: la grande stagione di Samarcanda
Timur, noto in Europa come Tamerlano, nacque vicino a Shakhrisabz nel 1336 e nel 1370 divenne signore della Transoxiana. In tre decenni di campagne costruì un impero dall'Anatolia all'India e portò artigiani dalle città conquistate per fare di Samarcanda la sua capitale. Morì nel 1405 mentre marciava verso la Cina. Il nostro articolo su Amir Timur ne racconta la storia per intero.
Il nipote Ulugh Beg governò Samarcanda per quasi 40 anni a partire dal 1409 ed era più uno scienziato che un soldato. Il suo osservatorio produsse un catalogo stellare che rimase il più accurato per secoli. Nel 1483 nacque ad Andijan, nella Valle di Fergana, un altro timuride, Babur; costretto a lasciare l'Asia centrale, nel 1526 fondò l'Impero Mogol in India.
Cosa vedere:
- A Samarcanda: il mausoleo Gur-e-Amir, la moschea Bibi-Khanym, la necropoli Shah-i-Zinda, la madrasa di Ulugh Beg al Registan e l'Osservatorio di Ulugh Beg.
- A Shakhrisabz: le rovine del palazzo Ak-Saray e il complesso Dorut Tilavat, in gita di una giornata da Samarcanda.
- A Tashkent: il Museo di Amir Timur e la statua in piazza Amir Timur.
I khanati di Bukhara, Khiva e Kokand
Intorno al 1500 le tribù uzbeke della steppa, guidate da Muhammad Shaybani Khan, presero Samarcanda e Bukhara e posero fine al dominio timuride. È l'origine del nome «uzbeko» come identità politica. Sotto gli sheibanidi Bukhara divenne capitale e fu costruita gran parte della città vecchia che oggi si percorre a piedi.
Nei tre secoli successivi la regione si assestò in tre Stati:
- Il Khanato di Bukhara, poi Emirato di Bukhara sotto la dinastia manghita dalla fine del XVIII secolo.
- Il Khanato di Khiva in Corasmia, la cui capitale si spostò a Khiva all'inizio del XVII secolo.
- Il Khanato di Kokand nella Valle di Fergana, fondato all'inizio del XVIII secolo, che al suo apogeo controllava anche Tashkent.
Man mano che le rotte marittime sostituivano le carovane via terra, i khanati si isolarono sempre più. Nell'Ottocento furono coinvolti nel «Grande Gioco» tra Gran Bretagna e Russia; due ufficiali britannici, Charles Stoddart e Arthur Conolly, furono giustiziati a Bukhara nel 1842.
Cosa vedere:
- A Bukhara: il complesso Lyabi-Hauz, le cupole commerciali, la madrasa Mir-i-Arab e la fortezza Ark, residenza degli emiri.
- Al Registan di Samarcanda: le madrase Sher-Dor e Tilya-Kori del XVII secolo.
- A Khiva: quasi tutta l'Ichan-Kala, compresi il minareto Kalta Minor e il palazzo Tash-Hauli, risale al XVIII e XIX secolo.
- A Kokand: il Palazzo di Khudayar Khan del 1871, costruito poco prima della caduta del khanato.

L'Impero russo: conquista e dominio coloniale
A metà dell'Ottocento la Russia avanzò verso sud dalla steppa kazaka. Il generale Mikhail Černjaev prese Tashkent nel 1865 e nel 1867 la città divenne sede del Governatore generale del Turkestan. Samarcanda cadde nel 1868 e l'Emirato di Bukhara divenne un protettorato russo. Khiva seguì nel 1873, mentre il Khanato di Kokand fu abolito e annesso nel 1876.
Bukhara e Khiva conservarono i propri sovrani come protettorati, mentre il resto fu governato direttamente. I russi costruirono nuovi quartieri di impronta europea accanto alle città antiche e la ferrovia Transcaspiana raggiunse Samarcanda nel 1888. Il cotone divenne la coltura principale, una scelta dalle lunghe conseguenze. All'inizio del Novecento i riformatori locali noti come gialidi (jadid) si batterono per scuole moderne e per la stampa.
Cosa vedere:
- A Tashkent: il Palazzo del Granduca Nikolaj Konstantinovič e gli edifici di epoca coloniale in centro.
- A Samarcanda: il quartiere russo con i suoi viali alberati a ovest della città vecchia.
- A Bukhara: Sitorai Mohi-Hosa, la residenza estiva degli ultimi emiri, un connubio di stile uzbeko ed europeo.
L'epoca sovietica: dal 1920 al 1991
Dopo la rivoluzione del 1917 il potere sovietico arrivò per gradi. Nel 1920 l'Armata Rossa rovesciò l'ultimo khan di Khiva e l'ultimo emiro di Bukhara, Alim Khan, che fuggì in Afghanistan. Nel 1924 la delimitazione nazionale dell'Asia centrale creò la RSS Uzbeka, con Samarcanda come prima capitale e Tashkent dal 1930. Il Karakalpakstan vi fu incorporato nel 1936.
I decenni sovietici portarono alfabetizzazione di massa, industria e nuove città, ma anche collettivizzazione forzata, repressione della religione e le purghe del 1937–1938, in cui gran parte dell'élite politica uzbeka fu giustiziata. Durante la Seconda guerra mondiale in Uzbekistan furono trasferiti fabbriche e centinaia di migliaia di evacuati. Nel 1966 un terremoto distrusse gran parte della vecchia Tashkent, che fu ricostruita come capitale modernista. L'espansione dell'irrigazione per il cotone prosciugò i fiumi che alimentavano il Mar d'Aral.
Cosa vedere:
- Il modernismo di Tashkent: gli edifici sovietici ora nella lista dell'UNESCO, tra cui il bazar Chorsu e la stazione della metropolitana Kosmonavtlar.
- Il Museo delle Vittime della Repressione a Tashkent.
- Il Museo Savitsky a Nukus, con l'arte d'avanguardia vietata in epoca sovietica.
- Il Mar d'Aral e il cimitero delle navi a Muynak.
L'indipendenza dal 1991
Il 31 agosto 1991 l'Uzbekistan dichiarò l'indipendenza e il 1° settembre si celebra il Giorno dell'Indipendenza. Islam Karimov guidò il Paese fino alla morte, nel 2016. Il suo successore, Shavkat Mirziyoyev, ha aperto il Paese al turismo con l'esenzione dal visto e l'e-visa dal 2018, ha riformato il cambio valuta e ha investito molto nel patrimonio e in nuovi musei.
L'Uzbekistan indipendente ha scelto Amir Timur come simbolo nazionale e le sue statue si incontrano a Tashkent, Samarcanda e Shakhrisabz. Tra i nuovi punti di riferimento ci sono il complesso Khast-Imam a Tashkent e, accanto, il Centro per la Civiltà Islamica, inaugurato nel marzo 2026.
Cosa vedere:
- Piazza Amir Timur e piazza Mustaqillik (dell'Indipendenza) a Tashkent.
- Il Centro per la Civiltà Islamica a Tashkent.
- Il Museo Statale di Storia dell'Uzbekistan, che racconta l'intera vicenda sotto un unico tetto.
Come scoprire la storia dell'Uzbekistan in ordine
Il classico itinerario Tashkent, Samarcanda, Bukhara e Khiva non segue la storia in ordine cronologico, ma tocca quasi ogni epoca. Se la storia è il vostro interesse principale, ecco i nostri suggerimenti:
- Iniziate dal Museo Statale di Storia a Tashkent per avere un quadro d'insieme.
- A Samarcanda visitate Afrasiyab e il suo museo prima dei monumenti timuridi, per capire come si è spostata la città.
- A Bukhara partite dal Mausoleo dei Samanidi e concludete a Sitorai Mohi-Hosa: dieci secoli in una sola città.
- A Khiva aggiungete una giornata per le fortezze desertiche della Corasmia, più antiche di qualsiasi cosa nell'Ichan-Kala.
- Se avete qualche giorno in più, Termez per i kushan e il buddhismo, e la Valle di Fergana per Kokand.
Le nostre guide agli itinerari di 10 giorni e di due settimane mostrano come inserire tutto questo in un viaggio.
Le nostre guide sono formate per raccontare la storia di ogni luogo nel suo contesto più ampio. Possiamo organizzare un tour privato o in piccolo gruppo attorno ai periodi che vi interessano di più, dal buddhismo kushan alla Tashkent sovietica.




